L’adolescenza vista dal figlio

April 27, 2017

 

 

“…oggi ho visto una persona, una ragazza, che camminava per strada e teneva sempre gli occhi bassi…cioè si guardava le sue scarpe senza mai alzare lo sguardo…quelli sono i timidi…lo so perché anche io prima ero così, avevo paura di tutto, ora non lo sono più…se c’è da guardare in faccia qualcuno io adesso lo guardo, non lo abbasso più lo sguardo insomma…e quando cammino per strada tengo la testa alta e mi guardo bene intorno…”

 

“…gli adulti non mi piacciono molto, provo un po’ di antipatia per gli adulti ecco…nel senso che non mi fido, sono un po’ diffidente…non sopporto che qualcuno, solo perché è più grande di me, mi dia degli ordini…non tollero di essere obbligato a fare qualcosa…vorrei avere già 18 anni ed essere autonomo, in tutto…”

 

“…mia madre rompe…se esco non va bene perché devo stare a casa per i compiti e perché magari c’è mia sorella…se sto a casa e perché stai sempre in casa! Io non è che voglio stare sempre chiuso dentro casa, però alle volte ci sono dei giorni che mi va di fare così, voglio stare a casa sul divano a guardare la tv e farmi i cavoli miei…però ci sono anche giorni che invece preferisco uscire e stare con gli amici, soprattutto se c’è qualche partita da fare o ci alleniamo un po’ a calcio…non è più come prima…cioè già all’asilo io stavo sempre per fatti miei, non parlavo, ma non è che non volevo parlare o non volevo giocare con gli altri…solo che se gli altri bambini mi si avvicinavano per chiedermi di giocare non parlavo, perché avevo paura di stare con gli altri, di dire delle cretinate…adesso non è così, adesso scelgo io cosa fare…”

 

“…prima quando mia madre mi diceva qualcosa facevo sempre come diceva lei, quando mi rimproverava abbassavo lo sguardo e stavo zitto pure se ero arrabbiato…adesso quando mi dice qualcosa, poi se mi rimprovera ancora di più, non lo abbasso più lo sguardo, la guardo dritta negli occhi e poi faccio come voglio io, tengo gli occhi di sfida…poi lo so che alle volte ha ragione lei però non riesco, voglio sperimentare e faccio come voglio io anche se ogni tanto mi sento un po’ in colpa perché lo so che ha ragione lei…poi lo so che ci vuole sempre rispetto per l’adulto, secondo me ci vuole rispetto per tutti però, anche per i compagni comunque…”

 

L’adolescenza vista dalla madre:

“Ah Dottoressa me lo dica lei quello che devo fare, io mio figlio non lo capisco più, non so come fare, non lo riconosco più…una volta era educato, si interessava alle cose, adesso non mi ascolta neanche, non sembra più lui…mi diceva le cose, ora se ne sta per fatti suoi e per fargli dire le cose gliele devo tirare fuori con la forza…”

 

“…prima si faceva coccolare, ora ogni tanto le accetta, poi invece mi scansa via come se proprio non mi volesse…”

 

“…se ne sta lì sul divano a fissare la televisione o in camera sul pc, sempre da solo, alcuni giorni neanche con gli amici vuole uscire,  mica normale mi sembra…pure con noi, prima usciva, poi col papà ci va d’accordo, lui lo porta dove vuole, guardano le partite insieme, invece adesso devo stare lì a ripetergli di venire con noi mille volte, pure il sabato sera,  no macchè lui preferisce restare a casa, pure se sta da solo, tutta la sera davanti alla televisione, o con quei giochi suoi, questo pure è normale?”

 

“…e poi risponde eh, prima gli dicevo una cosa e mi ubbidiva, adesso neanche mi ascolta, oppure sta lì che mi guarda e mi risponde, dovrebbe vedere come mi risponde, mica abbassa lo sguardo. Ah ma io gliel’ho detto che non si deve permettere di rispondermi così perché io un ceffone glielo do eh, io lo meno se fa così…fino a quando non ha 18 anni e vive in casa mia lui deve fare quello che dico io, non può fare come gli pare…l’altro giorno ha fatto una scenata al padre, lui si preoccupa per suo figlio e gli dice le cose per farlo stare meglio, per aiutarlo a fare quello che deve fare…gli ha cominciato a urlare contro ‘ma tu che vuoi, lasciami stare, che vuoi capire’…ah ma poi l’ha preso e l’ha fatto nuovo…anche io gli ho detto che non si deve mai più permettere di rivolgersi a noi in questo modo…”

 

“…lo so che si comporta così perché ce l’ha con me, mi vuole far sentire in colpa perché non sono stata una brava madre, non gli vado più bene…ma noi abbiamo sempre fatto tutto quello che era possibile per lui…”

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